Guardie mediche insicure, interrogazione di Area Popolare

  Area Popolare, su sollecitazione del sottosegretario e coordinatore siciliano del Nuovo Centrodestra Giuseppe Castiglione, ha presentato in commissione Affari Sociali un’interrogazione a risposta immediata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per sapere “quali iniziative si intendano adottare – si legge –per garantire la sicurezza dei medici nei luoghi di lavoro”.

CATANIA – L’aggressione ai danni di una dottoressa in servizio nella guardia medica di Nicolosi ha riacceso i riflettori sul problema della sicurezza dei medici impegnati, specialmente nelle ore notturne, nei servizi di continuità assistenziale. La questione, dopo il sequestro, l’aggressione e la rapina avvenuta la scorsa settimana nel catanese, è arrivata anche a Montecitorio. Area Popolare, su sollecitazione del sottosegretario e coordinatore siciliano del Nuovo Centrodestra Giuseppe Castiglione, ha presentato in commissione Affari Sociali un’interrogazione a risposta immediata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per sapere “quali iniziative si intendano adottare – si legge –per garantire la sicurezza dei medici nei luoghi di lavoro e per chiedere l’istituzione di tavolo tecnico al fine di individuare i provvedimenti necessari per garantire una maggiore tutela dei diritti previdenziali degli operatori di guardia medica”. 
Nel documento, firmato dal deputato Raffale Calabrò, si denunciano “le preoccupanti condizioni in cui in Italia sono costretti ad operare i medici”. “Quello di Nicolosi – afferma Castiglione – è solo l’ultimo episodio, ma nelle guardie mediche la situazione è ovunque insostenibile per carenza di impianti di videosorveglianza, per sedi troppo isolate e per la presenza, in particolar modo di notte, di un solo medico. Per questo – sottolinea – ho sollecitato il gruppo di Area Popolare a presentare questa interrogazione che sarà discussa in forma urgente”. Nel documento si lamenta anche “l’irresponsabilità di un sistema che non tutela adeguatamente il personale di continuità assistenziale il quale, pur sottoposto a turni sfiancanti e con paghe del tutto insufficienti e mancato riconoscimento di diritti previdenziali, ferie e periodi di malattia, garantisce la fondamentale continuità dell’assistenza sanitaria ai cittadini al termine dell’orario di servizio dei medici di famiglia e dei pediatri”.

Fonte: LiveSicilia

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